Dal 2024, il parametro «num=100», che permetteva di mostrare 100 risultati per pagina su Google, non funziona più in modo affidabile. Tra test casuali, requisiti tecnici aumentati e nuove sfide per gli strumenti SEO, questo ritiro colpisce duramente i professionisti del posizionamento. Analisi delle cause, delle conseguenze concrete e dei riscontri sul campo intorno a questo cambiamento importante.
Da ricordare:
- Google ora testa e limita la visualizzazione di 100 risultati per pagina tramite «num=100», che non è più garantito né stabile.
- Questo cambiamento impatta fortemente gli strumenti SEO, costringendo a rivedere l'infrastruttura tecnica e le strategie di monitoraggio delle posizioni.
- La paginazione e l'obbligo di JavaScript aumentano i costi e la complessità per recuperare i dati, in particolare nello scraping.
- La garanzia di affidabilità e l'accesso rapido alla TOP 100 della SERP diventano incerti per i professionisti del settore.
La fine del parametro «num=100»: Google cambia le regole per la visualizzazione delle SERP
Dalla fine del 2023, un cambiamento sta rivoluzionando le abitudini dei referenziatori e degli attori del web: il parametro « num=100 », utilizzato per forzare Google a mostrare 100 risultati su una sola paginaha perso la sua affidabilità. Questo cambiamento, inizialmente osservato nei forum e rilanciato da esperti come Barry Schwartz (Search Engine Roundtable), provoca numerosi malfunzionamenti per gli utenti avanzati e per gli strumenti SEO.
Un funzionamento diventato aleatorio e instabile
A partire dall'autunno 2024, diversi segnali indicano che l'opzione «&num=100» non è più sistematicamente supportata da Google. Quando questo parametro viene aggiunto all'URL di ricerca, funziona ormai solo circa una volta su duee il suo comportamento varia a seconda che si sia connessi o meno a un account Google. Per alcuni funziona solo in modalità disconnessa, per altri non ha semplicemente più effetto, qualunque sia il contesto. Questo gigantesco «A/B test» è stato riscontrato su X (ex-Twitter) e confermato da numerosi SEO, i cui strumenti di monitoraggio delle posizioni riscontrano ora incongruenze e captcha casuali.
Conseguenze tecniche ed economiche importanti per la SEO
Come ricorda Fabien Barry di Monitorank in una pubblicazione su LinkedInla rimozione del parametro « num=100 » ha costretto gli strumenti di monitoraggio delle posizioni ad adattarsi molto rapidamente. Già all'introduzione dello scroll continuo nelle SERP nel novembre 2023, alcuni avevano dovuto optare per browser headless per simulare il comportamento dell'utente ed eseguire il JavaScript responsabile della generazione della pagina. Questa soluzione ha fatto esplodere i costi di infrastruttura (fino a 5x) per gli operatori del settore, soprattutto a causa dell'ampio utilizzo di RAM e CPU.
A fine giugno 2024, il ritorno della paginazione classica non ha ripristinato il supporto nativo di « num=100 », rendendo nel contempo i caricamenti delle pagine successive ancora più pesanti (DOM completo a ogni pagina, niente più ricaricamento “leggero” in AJAX)[Fabien Barry LinkedIn].
La conseguenza? Ogni nuova pagina richiesta richiede di scaricare nuovamente la maggior parte dei contenuti, il che moltiplica i tempi di richiesta e le risorse del server, facendo aumentare i costi fino a 7 volte rispetto all’epoca in cui il «num=100» era supportato. I tentativi di ottimizzazione (disattivazione del JS, recupero selettivo dei blocchi di risultati) permettono di guadagnare in efficienza, ma non compensano i volumi inutili scaricati, soprattutto quando un proxy viene bloccato già alla terza pagina, tagliando parzialmente l’accesso al TOP 100 in una sola chiamata.
La messa in sicurezza dei dati, una nuova sfida per gli strumenti SEO
La perdita del «num=100» impone una nuova filosofia agli strumenti SEO: privilegiare l’affidabilità e la rappresentatività delle informazioni estratte. Fabien Barry spiega di aver scelto di limitare il tracciamento a sole 5 pagine per offrire dati di qualità migliore nonostante un aumento tariffario del 20%. Per alcuni, questa situazione segna la fine del recupero facile del TOP 100 e porta i professionisti a porsi la domanda: un TOP 100 è ancora pertinente o utile nelle pratiche attuali?
Da gennaio 2025 Google va oltre forzando l’attivazione del JavaScript nelle sue SERP, prova ulteriore che i bot SEO sono nel mirino della società di Mountain View. L’evoluzione non è dunque un semplice test di UX: traduce una volontà chiara di complicare la raccolta massiva di informazioni destinate a strumenti terzi, mettendo al contempo in evidenza la protezione delle proprie infrastrutture e dei propri dati.
L'articolo «Google abbandona il parametro num=100: un cambiamento che sconvolge l’ecosistema SEO» è stato pubblicato sul sito Abondance.