Google ha appena introdotto un nuovo user-agent chiamato « Google-Agent », progettato per consentire ai suoi agenti IA di esplorare il web ed eseguire azioni su richiesta degli utenti. Un chiaro segnale della crescente importanza degli agenti autonomi nell'ecosistema Google.
Da ricordare:
- Google ha aggiunto un nuovo user-agent chiamato «Google-Agent» nella categoria dei «user-triggered fetchers».
- Viene utilizzato da agenti ospitati sull'infrastruttura Google per navigare sul web ed eseguire azioni su richiesta degli utenti.
- Project Mariner è citato come esempio concreto di utilizzo.
- Google sta inoltre sperimentando il protocollo web-bot-auth con l'identità https://agent.bot.goog.
Dal 23 marzo 2026, Google ha ufficialmente documentato l'arrivo di un nuovo user-agent: Google-AgentQuesto si aggiunge alla lista dei «user-triggered fetchers», cioè robot attivati non dal motore di ricerca stesso ma da un'azione diretta di un utente.
In pratica, quando si chiede a un agente Google di svolgere un compito sul web, è questo user-agent che si presenta ai server dei siti visitati. Google precisa che il rilascio avverrà progressivamente nel corso di diverse settimane.
Un user-agent collegato agli agenti IA di Google
L'user-agent Google-Agent è associato ad agenti ospitati direttamente sull'infrastruttura di Google. Questi agenti sono in grado di navigare pagine web ed eseguire azioni, in modo simile a un utente umano ma in modo automatizzato.
Google cita Project Mariner come esempio d'uso. Per ricordarlo, Project Mariner è l'agente IA di Google capace di prendere il controllo di un browser per svolgere compiti al posto dell'utente: compilare moduli, effettuare ricerche, interagire con interfacce web, ecc.
Sul piano tecnico, Google-Agent utilizza gli intervalli di IP elencati nel file agenti-attivati-dall-utente.jsonche consente agli amministratori di siti e agli sviluppatori di identificare e filtrare queste richieste se necessario.

Il protocollo web-bot-auth entra in scena
Parallelamente a questo nuovo user-agent, Google indica che sta sperimentando il protocollo web-bot-authuna norma emergente pensata per autenticare i bot sul web. Google usa per questo l'identità https://agente.bot.goog.
Questo protocollo mira a portare maggiore trasparenza nelle interazioni tra agenti automatizzati e siti web: invece di un semplice user-agent che chiunque può falsificare, web-bot-auth consentirebbe di verificare che un bot sia effettivamente ciò che dichiara di essere. È una questione importante per gli editori che vogliono controllare gli accessi ai loro contenuti man mano che gli agenti IA si moltiplicano.
L'articolo «Google lancia un nuovo fetcher attivato dall'utente per l'IA» è stato pubblicato sul sito Abondance.